


Le foto documentano l'opera missionaria svolta dai Sacerdoti del PIME nei Paesi cosiddetti del "Terzo Mondo" in particolare nel Continente Africano, nell'America latina e in Asia.


Gli occhi di questo
bambino scrutano la nostra coscienza!
Sono i bambini le vittime innocenti
della barbaria dell'uomo, in tutto il mondo,
anche in quello che
si definisce civile. In Africa sono migliaia i bambini sopravvissuti
orfani alle continue lotte tribali e alle guerre. Nelle terre insanguinate
la presenza e l'opera dei Sacerdoti Missionari non si è mai fermata neanche
davanti al pericolo: diciotto missionari del P.I.M.E. sono stati uccisi per il
servizio alla fede.
Piero Gheddo- "Cesare Pesce- Una vita in Bengala (1919-2002)"
Quando la Santa Sede mandò nel 1855 i
missionari del P.I.M.E. in Bengala, quel territorio dell'India veniva definito
dai colonizzatori inglesi " la tomba dell'uomo bianco"Oggi non è più così, ma
vivere in Bengala (Bangladesh) non è facile.
Eppure padre Cesare Pesce, originario di Novi Ligure, vi
arriva nel 1948 e vi rimane fino al 2002, anno della sua morte: 54 anni
spesi per il popolo bengalese con la gioia nel cuore, nonostante le difficoltà e
le sofferenze patite.
Alla domanda se si sta meglio in Italia o in Bangladesh, rispondeva: " La mia vita é laggiù, dove ho piantato la mia vocazione e dove il sacerdozio assume dimensioni così sconfinate, che non saprei concepirlo né più bello, né più entusiasmante"
Sempre vivace, appassionato e innamorato di Gesù Cristo, ha speso la vita in un popolo tra i più poveri della terra, ma anche fra i più cordiali, geniali, simpatici. La sua biografia non ha nulla di strabiliante, ma proprio per questo dimostra la grandezza e la bellezza della vocazione missionaria.

Cesare, sempre sereno, realizzato, ha avuto una vita bella. Come gli eroi della fede, con le loro avventure più affascinanti di un romanzo di fantasia.

Intervista a Padre Claudio Corti Missionario del P.I.M.E .in Thailandia
In Thailandia la Chiesa e i missionari rappresentano l'ultimo soccorso per le popolazioni tribali, emarginate dalla vita sociale tailandese. Padre Claudio Corti, 37 anni, lombardo di Lecco, missionario del P.I.M.E, da sette anni lavora a Mae Suay, diocesi di Chiang Mai, nel nord del paese. In questa zona l'opera dei missionari è rivolta in prevalenza verso le popolazioni tribali, come P. Corti racconta in questa intervista:
Come vi impegnate nella missione verso le popolazioni tribali?
Con tre tipi di azione: l'educazione, l'evangelizzazione e l'assistenza.
Assicuriamo l'educazione scolastica a circa 600 bambini, molti dei quali sono
ospitati in ostelli in diversi villaggi . Senza il nostro aiuto non
potrebbero andare a scuola e non imparerebbero la lingua thailandese e
resterebbero tagliati fuori dalla società.
E' vero che i tribali sono una delle comunità cattoliche più numerose in Thailandia ?
E' vero, i tribali diventano facilmente cattolici, o in generale cristiani. Molti si avvicinano ad un villaggio cristiano: vogliono anche loro diventare cristiani. Essi non abbraccerebbero mai la religione buddista perché è quella che appartiene alla maggioranza politica che li opprime. I tribali che si avvicinano alla Chiesa sono cattolici di prima generazione e si convertono per motivi "sociali" sperano di essere aiutati dai missionari, andando a a scuola sperano di diventare persone come gli altri.
Come giudica queste conversioni "interessate"?
Capisco questa idea "utilitaristica" del cristianesimo, in effetti, avvicinandosi alla missione e diventando cristiani, si inseriscono nella società, vengono aiutati, diventano " persone vere" Inoltre, la religione animista é molto costosa: quando lo stregone viene a benedire la capanna, devono uccidere un maiale per i sacrifici. Il nostro compito ora é quello di far maturare queste persone nelle convinzioni cristiane. Per i giovani é molto più semplice, per gli adulti facciamo catechesi e con la fede cristiana proclamiamo la loro salvezza.
Qual' é la testimonianza più importante che i cristiani danno ai tribali?
La gratuità. E' un valore che si sta perdendo molto in fretta in Thailandia, anche tra i tribali avvengono mutamenti. La società thailandese cambia in modo molto rapido, trasformandosi in "società consumista" Anche i tribali perdono i loro legami comunitari: oggi fanno fatica a trovare qualcuno che li accompagni in ospedale: si sentono rispondere: " Quanto mi paghi? " Invece i cristiani danno continua testimonianza di altruismo e gratuità.
Come penetra il consumismo fra i tribali?
Appena hanno qualche soldo comprano subito la televisione, magari non hanno di che mangiare, ma prima hanno già acquistato lo stereo. Così, con le immagini televisive e le canzoni, entra il modello consumista.
Cosa vuol dire assistenza legale ai tribali ?
I tribali non possiedono la cittadinanza thailandese. In pratica é come se non esistessero. Non hanno la carta d'identità, non possono andare in ospedale e sono privati dei diritti di cui godono tutti i thailandesi. Ora sembra che lo Stato voglia prendere a cuore la situazione dei tribali, ed anche noi stiamo facendo qualcosa di significativo.
In che modo ?
In un villaggio della nostra missione , Vil Nam Un, il primo tribale ha ottenuto la carta d 'identità thailandese. Il tutto grazie all'interessamento di una professoressa dell'Università Tammasat di Bangkok. Era stata incaricata dal governo di studiare una legge per dare la cittadinanza ai tribali. Lei ha affidato l'incarico e le ricerche ad una sua amica che ha scelto di stabilirsi in ujn villaggio degli Akha per scrivere la storia della tribù.Così ha permesso al primo tribale di diventare cittadino thailandese. La donna ha aperto uno studio legale presso la nostra missione e vuole continuare a lavorare in favore dei tribali.
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Padre Antonio Santoro del P.I.M.E.- Rettore del Santuario
A cura di Francesco Paolo Manzella
Padre Antonio Santoro é nato a Galatina in provincia di Lecce. Entrato nel Seminario Missionario del P.I.M.E di Ducenta, terminati gli studi il 19 marzo 1977 venne ordinato sacerdote dall'Arcivescovo di Otranto Monsignor Nicola Riezzo, nella Parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Galatina, per un periodo di tempo gestita dai Missionari del P.I.M.E .Una toccante cerimonia religiosa, un momento di grande commozione per i genitori, i parenti, gli amici e una folla di concittadini, intervenuti per l'occasione
.
Dopo l'ordinazione, il neo sacerdote missionario fu destinato in Sicilia, presso la casa del P.I.M.E di Mascalucia in provincia di Catania. Nel 1979 lasciò l'Italia per recarsi negli Stati Uniti, nello Stato di Okland nel New Jersey dove rimase sino al 1981, anno in cui venne assegnato alla missione.in Thailandia. Dopo lo studio della lingua presso Bangkok , raggiunse la missione di Fang, situata tra i confini della Birmania, missionario tra le minoranze etniche di Lahu, Akkha.e Lishu, restandovi sino al 1992.
Da pochi anni gli è stata affidata la cura del Santuario della Madonna dell'Abbondanza in Cursi, in provincia di Lecce d
Le foto di P. Antonio Santoro della Missione in Thaliandia
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